Afghanistan e Haiti: come aiutare

In queste settimane tante persone stanno contattando la nostra Caritas per chiedere come portare aiuto e sollievo alle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti e ai rifugiati giunti in Italia dall’Afghanistan tornano in mano ai Talebani.

Nell’isola caraibica, colpita da un devastante terremoto il 14 agosto scorso che ha causato più di 2.500 vittime e oltre 12.000 feriti, Caritas Italiana segnala un altissimo rischio di epidemie come colera e Covid-19. La rete Caritas sta distribuendo kit alimentari e aiuti d’urgenza a 500 famiglie e rilancia l’appello alla solidarietà che la Caritas Diocesana di Saluzzo fa proprio. Al momento c’è bisogno urgente di cibo, ripari, di kit sanitari e soprattutto di interventi che garantiscano acqua e condizioni igieniche adeguate perchè la popolazione è fortemente esposta al contagio di malattie infettive.

In Afghanistan, invece, Caritas Italiana è impegnata fin dagli anni Novanta e nei primi anni Duemila ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili. Tra giugno 2004 e dicembre 2007, due operatori di Caritas Italiana si sono alternati nel Paese con l’obiettivo di coordinare e facilitare le attività in loco. Attualmente l’ambito di attenzione principale è costituito dai minori più vulnerabili.

Al momento, secondo stime di Caritas Italiana, sono tra 2.000 e 2.500 i collaboratori afghani del contingente italiano e i loro familiari che nelle scorse drammatiche settimane dovrebbero essere riusciti ad arrivare in Italia.

I profughi afghani arrivati nel nostro Paese tramite i ponti aerei, attualmente vengono inseriti nel sistema di accoglienza ministeriale cioè nei centri Sai (Sistema di accoglienza e integrazione, ex Sprar) di competenza dei Comuni (alcuni dei quali anche nella provincia di Cuneo) e nei centri Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) che fanno riferimento alle Prefetture, dopo un periodo di quarantena nei Covid Hotel.

Per queste persone si aprirà quindi l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiati politici ed un lungo percorso di integrazione (dall’apprendimento dell’italiano alla ricerca di un lavoro).

Carlo Rubiolo, Direttore della Caritas diocesana di Saluzzo, invita alla solidarietà:

La tragedia dell’Afghanistan e il disastroso terremoto ad Haiti sono situazioni drammatiche che ci toccano tutti nel profondo. Credo che anche questa volta, come in altre occasioni, la comunità saluzzese vorrà far sentire la sua vicinanza alla popolazione caraibica e ai rifugiati afghani che hanno raggiunto il nostro Paese. Caritas Italiana è presente in questi Paesi da molti anni attraverso le sue attività che invito a sostenere con una donazione diretta. Come Caritas diocesana proponiamo di seguire le indicazioni ricevute da Don Soddu, Presidente di Caritas Italiana,  e rivolgere tutti gli aiuti possibili verso i programmi e le azioni di aiuto già attivi in quei Paesi”

 È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana tramite:

 conto corrente postale n. 347013

donazione online sul sito  www.caritas.it

bonifico bancario tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

(causale “Terremoto Haiti” oppure causale “Emergenza Afghanistan”)

 

Ricordiamo che tutte le donazioni a Caritas Italiana sono deducibili e detraibili per aziende e privati.

(foto di Caritas Italiana)