Imparare con il progetto “Apri”

Tra i nove beneficiari e una ventina di tutor del progetto “Apri” promosso dalla Caritas di Saluzzo c’è anche L.,  30enne della Costa d’Avorio che Mattia e Alessandra, entrambi insegnanti e genitori di due bimbe, hanno incontrato dopo aver accettato la sfida di mettersi in gioco in quella che per loro è la prima esperienza di volontariato.

L’esperienza di “Apri”, accolta dalla Caritas diocesana, è un progetto più ampio, nazionale, avviato nel 2020 da Caritas Italiana su fondi CEI. Ad oggi coinvolge 50 Diocesi, 500 migranti e circa 200 famiglie tutor con l’obiettivo di creare migliori condizioni di inclusione per persone già presenti sul territorio da tempo, che necessitano di rafforzare il loro percorso di autonomia, oltre a sensibilizzare le comunità all’accoglienza.

La durata del progetto, inizialmente di 6 mesi, è stata prorogata per tutto il 2021 e proseguirà anche il prossimo anno per permettere, visti i rallentamenti causati dal Covid, di continuare i percorsi di integrazione avviati a partire dall’idea del “buon vicinato”.

L. è uno dei beneficiari coinvolti dalla Caritas di Saluzzo che lo conosce dal 2018 attraverso l’attività del Presidio “Saluzzo Migrante” che gli ha affiancato una sua operatrice nel seguire il rapporto con i suoi tutor e Caritas Italiana. Cresciuto in una famiglia di agricoltori, dopo aver lavorato nelle piantagioni di cacao (di cui la Costa d’Avorio è il primo produttore mondiale), è stato costretto ad abbandonare i terreni di famiglia e a trovare un altro lavoro. È stato così che, in società con un amico, ha avviato una piccola attività come autista di un pulmino-navetta per portare gli abitanti dei villaggi al mercato cittadino.

Il suo arrivo in Italia, dove passerà da Siena a Saluzzo, è stato preceduto da un estenuante viaggio attraverso la Libia poi il barcone lungo la rotta del Mediterraneo. Nel suo percorso verso l’Italia subisce un trauma che gli compromette la vista ad un occhio; nonostante una successiva operazione riesce a recuperare solo parzialmente la capacità visiva. Il progetto “Apri”, dopo un controllo specialistico, gli ha permesso di acquistare un paio di occhiali da vista con lenti su misura che compensano la carenza dell’occhio danneggiato, garantendogli l’idoneità alla visita medica per l’esame di guida. Una volta ottenuta la residenza a Saluzzo (e di conseguenza la carta d’identità), si iscrive al corso per la patente. Oggi L. vive in un’azienda agricola locale dove lavora in attività di potatura, posa delle reti antigrandine e, in estate, nella raccolta di piccoli frutti e pesche.

Grazie al progetto “Apri” L. ha ricevuto un computer per studiare ed esercitarsi con i quiz per la patente, traguardo indispensabile per cambiare lavoro. Tra i suoi obiettivi a lungo termine, racconta L., c’è infatti quello di avviare le pratiche per il ricongiungimento familiare con la moglie e la figlia che non vede da quattro anni.

Per raggiungere questi traguardi, L. spiega con gratitudine l’importante contributo che il progetto “Apri” e l’affiancamento di Mattia e Alessandra gli hanno dato. Anche i suoi tutor dicono di aver imparato molto da questa esperienza:

“La grande ambizione di L. nel perseguire i suoi obiettivi ci ha mostrato il vero significato della parola determinazione. Pur non sapendo leggere, in questi ultimi mesi ha fatto passi da gigante nello studio della teoria per la patente, migliorando la sua conoscenza dell’italiano. Siamo sicuri che grazie alla sua perseveranza nello studio riuscirà a prendere la patente in tempi molto brevi”.

Mattia e Alessandra hanno scelto di mettersi in gioco nella loro prima esperienza di volontariato dopo essere venuti a conoscenza del progetto “Apri” attraverso un articolo di giornale:

“Abbiamo deciso di aprire la nostra famiglia a questa esperienza per dare una mano a qualcun altro; quello che ci è piaciuto subito del progetto “Apri” è l’idea di conoscere una persona in un ambiente familiare dando molto spazio alla relazione.

In questi tre mesi abbiamo notato in lui un cambiamento positivo legato a una maggiore apertura e confidenza nei nostri confronti. Ci auguriamo che per L. questa esperienza sia solo l’inizio di un futuro positivo in Europa, ricco di gioie e soddisfazioni che gli permettano di superare il suo passato e i traumi vissuti durante il viaggio verso l’Europa”.

Per la Caritas di Saluzzo il progetto “Apri” la testimonianza offerta dall’esperienza di Alessandra e Mattia rappresenta un’occasione per rilanciare la proposta a singoli e famiglie saluzzesi di candidarsi come tutor, dando il loro supporto per sviluppare una rete di accoglienza coesa ed efficace, rendendo così la comunità ancora più inclusiva.

Per informazioni sul progetto : www.caritassaluzzo.it,info@caritassaluzzo.it