Ottimi risultati dalla Colletta

Sabato 27 novembre anche a Saluzzo si è tenuta la Colletta Alimentare, iniziativa nazionale del Banco Alimentare, che da anni sostiene anche l'Emporio della Solidarietà della Caritas di Saluzzo.

Nella giornata di sabato, dalle 8:30 alle 19:30 di fronte al supermercato Mercatò Extra in via Lattanzi, si sono alternati una ventina di volontari.

Oltre agli storici volontari dell'Emporio, anche diversi giovani studenti dei Licei Bodoni e Soleri-Bertoni di Saluzzo che stanno partecipando al progetto "Coltivare Cittadinanza" promosso dalla Caritas Diocesana grazie al contributo della Fondazione CRT per far conoscere le sue opportunità di volontariato.

Tra gli scaffali dell'Emporio in piazza Vineis, grazie alla generosità di tanti e tante Saluzzesi, arriveranno 1.261 kg di generi alimentari donati nel corso della giornata.

La Caritas di Saluzzo ringrazia i cittadini e i supermercati che hanno aderito a questa iniziativa, assicurando un sostegno alle persone, circa un centinaio ogni settimana, che il lunedì pomeriggio e il venerdì mattina varcando il portone di piazza Vineis in cerca di un aiuto per la spesa.

Per chi fosse in cerca di un aiuto alimentare o per fare volontariato in Caritas, si invita a contattare il Centro di Ascolto al numero di telefono 0175 42739, all’indirizzo info@caritassaluzzo oppure recandosi nei locai di via Maghelona 7 a Saluzzo negli orari di apertura (lunedì e mercoledì ore 9-11, venerdì ore 16-18).


Riparte la scuola di italiano

Grazie alla disponibilità di nuovi volontari tra insegnanti ed ex insegnanti, dopo quasi due anni, riparte la Scuola di Italiano della nostra Caritas, fermata dal Covid.

Le lezioni si terranno nei pomeriggi di lunedì e giovedì ed il venerdì mattina, nei locali di via Maghelona 7 a Saluzzo.

Per quanti volessero ricevere informazioni e iscriversi, è sufficiente rivolgersi al Centro di Ascolto

direttamente alla sede di via Maghelona 7

il lunedì e mercoledì dalle 9 alle 11

il venerdì dalle 16 alle 18

telefonando negli stessi orari ai numeri 0175 42739 oppure 333 6504439

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Thanks to the availability of new volunteers between teachers and former teachers, after almost two years, the Italian School of our Caritas starts again, stopped by Covid.

The lessons will be held in the afternoons of Monday and Thursday and Friday morning at Maghelona stree nr 7 in Saluzzo.

For those who want to receive information and register, simply contact the Listening Center

directly at the headquarters at Maghelona stree nr 7 in Saluzzo

Monday and Wednesday from 9 am to 11 am

Friday from 16 to 18

calling at the same times on numbers 0175 42739 or 333 6504439

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Grâce à la disponibilité de nouveaux volontaires entre enseignants et anciens enseignants, après presque deux ans, repart l’École d’Italien de notre Caritas, arrêtée par le Covid.

Les cours auront lieu les lundis et jeudis après-midi et le vendredi matin, dans les locaux de la rue Maghelona 7 à Saluzzo.

Pour ceux qui voudraient recevoir des informations et s’inscrire, il suffit de s’adresser au Centre d’Écoute

directement au siège de la rue Maghelona 7 à Saluzzo.

le lundi et le mercredi de 9h à 11h

le vendredi de 16 h à 18 h

en téléphonant aux mêmes horaires aux numéros 0175 42739 ou 333 6504439


Giornata mondiale dei poveri

Le riflessioni del nostro Direttore, Carlo Rubiolo, in occasione della V Giornata Mondiale del Povero, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo della misericordia del 2017, che cade domenica 14 novembre 

Non è certo una ricorrenza da festeggiare, è piuttosto l'occasione, anche per la  Caritas saluzzese, per riflettere su quell'aspetto così intollerabile della nostra società che consiste nella contemporanea presenza di  ricchezze favolose e povertà disperate per cui  qualcuno può soddisfare tutti i propri capricci, anche quello di fare del turismo spaziale, mentre altri sono privi di tutto, anche della speranza nel domani. La piaga della povertà è presente in tutte le società, a tutte le latitudini: è una piaga che gli uomini non sono ancora riusciti a estirpare, non perché sia impossibile, ma perchè manca l'autentica volontà di farlo.

Per chi vive fuori dal bisogno è difficile sentire intimamente la condizione di chi invece deve lottare ogni giorno per garantire per sé e per la propria famiglia la semplice sopravvivenza, ma è a questo intimo sentimento che Papa Francesco vuole spingerci con questa Giornata, superando la tradizionale forma dell'elemosina per giungere alla condivisione personale della sofferenza degli ultimi. Scrive infatti il Papa: “ L’elemosina, è occasionale; la condivisione invece è duratura. La prima rischia di gratificare chi la compie e di umiliare chi la riceve; la seconda rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia. Insomma, i credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e rinviano a Lui”

È proprio lo spirito di condivisione con gli ultimi che anima la Caritas, creata cinquant'anni fa da san Paolo VI per dare visibile “testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana”. La forza operativa della Caritas poggia su due grandi pilastri: il lavoro dei volontari e la generosità dei donatori. Le volontarie e i volontari sono il motore dell'attività della Caritas, donne e uomini che mettono a disposizione di chi ha bisogno non solo il loro tempo, ma soprattutto il loro cuore, in un attegiamento di ascolto e di condivisione che vale forse più del sostegno economico.

Ma come tutti i motori, anche quello della Caritas ha bisogno di carburante, in questo caso costituito dalle risorse economiche che provengono da due canali principali: l'otto per mille e le donazioni. L'otto per mille è quello che i contribuenti ci affidano quando nella dichiarazione dei redditi firmano nel riquadro della Chiesa cattolica: un piccolo gesto che non costa nulla a chi lo compie, ma fa arrivare alla Caritas risorse essenziali per i suoi interventi.

È però possibile contribuire anche con un sostegno più diretto, attraverso offerte che, se effettuate nelle forme opportune, possono essere detratte dalle tasse. A Saluzzo, per esempio, si possono fare donazioni dirette nella segreteria di corso Piemonte 56 o disporre bonifici detraibili sull’iban IT73F0538746770000038005274 a favore di A.V.A.S.S. odv, che è l’ente gestore della nostra Caritas diocesana.

La Caritas diocesana di Saluzzo ha attivato diversi servizi, sia nella sua sede centrale che in quelle parrocchiali e vicariali. In quasi tutte le sedi sono attivi il Centro di ascolto e la distribuzione di abiti e alimenti. Nella sede cittadina ci sono anche la Casa di Prima Accoglienza "Monsignor Bona" con la mensa, l’Emporio della solidarietà, lo sportello del microcredito, il servizio mobili usati, la scuola di italiano, Casa Madre Teresa di Calcutta e le attività di Saluzzo Migrante. 

Poiché tutti questi servizi richiedono un impegno economico rilevante e la costante dedizione di decine di volontarie e di volontari, faccio appello alle donne e agli uomini della nostra Diocesi perché ci aiutino ad essere presenti in modo sempre più efficace. Per il sostegno economico, sono già state indicate le forme in cui può essere offerto. Per l’attività di volontariato, accoglieremo con gioia quanti vorranno unirsi a noi, sentendo di possedere questi tre semplici requisiti: avere del tempo e impegnarsi a dedicarlo con una certa regolarità a uno dei nostri servizi; saper cooperare con gli altri in modo aperto e costruttivo; e soprattutto essere toccati dalla sofferenza dei nostri fratelli più sfortunati e desiderare di alleviarla, nello spirito con cui don Primo Mazzolari disse “i poveri non si contano, si abbracciano”.  

Chi volesse provare a fare un’esperienza di questo tipo o anche solo per avere informazioni, può telefonare al numero 333 6504439 (Carlo Rubiolo) o scrivere all'indirizzo info@caritassaluzzo.it


Alleviare la sofferenza

Martedì 26 ottobre in piazza Battisti 1 a Saluzzo, nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino, la Caritas di Saluzzo ha inaugurato il suo nuovo Ambulatorio Odontoiatrico. Alla presenza del Vescovo Cristiano Bodo e del Vicario Don Giuseppe Dalmasso, del Sindaco Mauro Calderoni, del nuovo Comandante dei Carabinieri Basso e del Comandante della Stazione, oltre all’ex parroco di Sant’Agostino, Mons. Oreste Franco, operatori e volontari della Caritas, il Direttore Carlo Rubiolo ha ricordato il senso di questa nuova iniziativa

 

“Il mal di denti è un segno della diseguaglianza. Di fronte a questa, molte persone fanno finta di niente, pensano sia un elemento utile alla società, altri non la sopportano, ma aspettano che arrivi qualche aiuto a migliorare le cose, altri invece cercano di fare qualcosa di utile. Una di queste persone è il nostro amico, il dott. Sandro Dutto che da anni ci aiuta ad affrontare questo problema nel suo studio insieme al collega Serravalle. Quando è andato in pensione ha deciso di farci un regalo, donando alla nostra Caritas tutta l'attrezzatura e il materiale necessario per il funzionamento.

 

Rubiolo ha poi ringraziato l’Ingegner Fulchero “che ci ha aiutati ad arrivare in porto col suo amichevole contributo, importantissimo per dirimere tutte le pratiche necessarie ad aprire l'ambulatorioe le maestranze che hanno collaborato alla ristrutturazione dei locali e alla loro messa a norma (ad esempio con la creazione di una pedana per l’accesso ai disabili), oltre al dott. Ghigo (Presidente del Distretto santuario e della Commissione provinciale che sovrintende agli ambulatori).

 

Non è un ambulatorio-odontoiatrico "normale” - ha sottolineato Rubiolo - non vuole certo fare concorrenza ai privati, ma vuole togliere il dolore alle persone in sofferenza che arrivano al nostro Centro di Ascolto. Si interverrà sulle cause del dolore, ma per le visite specialistiche cercheremo di dare un supporto, fuori dallAmbulatorio”.

 

Il nuovo servizio della Caritas saluzzese sarà aperto per alcune mezze giornate a settimana. Si alterneranno come volontari dentisti i dottori Dutto, Serravalle e Valle di Verzuolo. I casi saranno individuati e inviati dal Centro di Ascolto e dall’Ambulatorio medico per i migranti in corso Piemonte 63 (convenzionato con l’ASL CN1).

 

Il Vescovo Bodo ha impartito la sua benedizione ai locali ed espresso la sua soddisfazione, lanciando un’ulteriore suggestione:

 

Plaudo a questa iniziativa e spero che si possa realizzare in questi locali anche un pomeriggio a settimana di visite gratuite, nelle ore in cui l'ambulatorio dentistico non è aperto, chiedendo a qualche specialista e a medici di base di dare la loro disponibilità per visite gratuite a persone in difficoltà, non solo economiche quanto di attesa, specie a livello ospedaliero. Chiedo ai dentisti che saranno qui volontari di ricordare il significato di questo Ambulatorio affinché sia un servizio ufficializzato e chiarito a quelli che operano in città e vicino. La vostra presenza è segno della partecipazione della nostra comunità a questo servizio della Caritas

 

Il Sindaco Calderoni ha commentato: “Questo servizio conferma l'efficacia della Caritas saluzzese e la sua attenzione a problematiche alle cui il sevizio pubblico non riesce a dare riposta. È una realtà che da tempo si inserisce bene negli interstizi prodotti dalle norme che non danno risposte efficaci”.  

 

Il dott. Sandro Dutto, che ha donato alla Caritas tutta l’attrezzatura dello studio dentistico dopo il suo pensionamento, ha ricordato l’impegno degli ultimi 4 anni come volontario insieme al dott. Serravalle. “All'inizio era di difficile gestire questo volontariato in uno studio privato, anche solo per gli orari di accesso che non sono compatibili col nostro lavoro. Una volta arrivato alla pensione ho visto che potevo fare di più e mi è venuta questa idea, anche per poter coinvolgere altri medici. 

La crisi economica e la povertà comportano che la gente non si possa più curare a livello privato. Qui faremo terapia del dolore, per evitare di debilitarsi completamente. Incontriamo persone con difficoltà non indifferenti. Molti di noi possono fare qualcosa per gli altri e se tutti lo facessero forse non ci sarebbero queste differenze sociali”.

 

Per i medici che volessero prestare volontariato in questo servizio è possibile contattare il Centro di Ascolto della Caritas saluzzese al numero di telefono 0175 42739 , all’indirizzo info@caritassaluzzo oppure recandosi nei locai di via Maghelona negli orari di apertura (lunedì e mercoledì ore 9-11, venerdì ore 16-18).


Ambulatorio odontoiatrico

Dopo due anni di pandemia, la salute e l’accesso alle cure sono al centro del pensiero della Caritas di Saluzzo che attraverso diverse progettualità, come l’équipe di psicologi Co-Healthing, ed il suo Ambulatorio medico per gli Stagionali, ha visto acuirsi la fragilità socio-sanitaria delle persone che accedono ai suoi servizi.

Tra le tante cause di sofferenza che spingono le persone più bisognose a rivolgersi al Centro di Ascolto della Caritas - spiega il Direttore Carlo Rubiolo - ci sono problemi odontoiatrici come il mal di denti. Dal momento che per il servizio sanitario nazionale questa non è una problematica di cui farsi carico con l'urgenza che sarebbe necessaria, abbiamo deciso di dare vita ad un nuovo servizio della nostra Caritas.

Residenti e migranti arrivano al nostro Centro d’Ascolto per chiedere aiuto, dopo aver sperato a lungo e inutilmente che il dolore cessi con l'aiuto di qualche compressa, l'unico rimedio che possono permettersi.

Già da anni il dottor Alessandro Dutto aveva messo generosamente a disposizione il suo studio per interventi finalizzati ad alleviare questo tipo di sofferenza, a fronte di un compenso puramente simbolico. Appena è andato in pensione ha deciso di offrire  l'attrezzatura completa del suo studio affinché la Caritas potesse allestire un vero e proprio ambulatorio dentistico.

Il nuovo servizio, alla presenza del Vescovo Bodo che impartirà la sua benedizione, sarà inaugurato martedì 26 ottobre alle ore 11 nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino in piazza Cesare Battisti 1.

Prosegue il Direttore Rubiolo:

“Ringrazio la Parrocchia che ha concesso i locali e l'ing. Silvano Fulchero che ha messo a disposizione le sue competenze professionali per questo progetto condiviso con il dottor Dutto che finalmente si è concretizzato, rispettando la complessa normativa sanitaria che regola questo tipo di attività

L'accesso all'Ambulatorio da parte delle persone che ne hanno bisogno avverrà su valutazione del Centro di Ascolto (aperto in via Maghelona 7 il lunedì e il mercoledì dalle ore 9 alle ore 11 e il venerdì dalle ore 16 alle ore 18) e dell'Ambulatorio medico dedicato ai braccianti stagionali (aperto in corso Piemonte 63 su appuntamento).


Ostacoli e speranze (parte 2)

Oggi la casa della famiglia di Rama e Mengstab è Saluzzo dove i primi nomi che hanno imparato sono Virginia, Alessandro, Gioele (gli operatori della nostra Caritas che li hanno portati qui tre anni fa), insieme a quelli dei volontari (Paola, Stefano, Graziella e Piero). In città da qualche mese li abbiamo aiutati a cambiare casa, per aggiungere una stanza per il nuovo nato. "Nostro figlio più grande - racconta Rama - chiama "nonna" Graziella" (un'ex insegnante che l'ha aiutata con l'italiano). Dopo tre anni il loro percorso verso l'integrazione è tutt'altro che privo di difficoltà.

LEGGI LA PARTE 1 "DA PROFUGHI AD ACCOLTI"

Il primo ostacolo è la lingua (lei ha ottenuto la licenza media ed entrambi hanno seguito i corsi al C.P.I.A.) poi la ricerca del lavoro (Rama ha frequentato un corso sulla somministrazione e uno sull’accoglienza in strutture ricettive, suo marito invece sta prendendo la patente e attraverso la Caritas ha trovato un tirocinio di 4 mesi presso una ditta di elettronica, ma è stato l'unico impiego di quest'anno, così due volte a settimana fa il volontario nell'Emporio della Solidarietà).

A questi si aggiungono i problemi con i documenti: il passaporto di lei (che sta rinnovando un permesso di ricongiungimento famigliare con il marito e i figli, tutti titolari dello status di rifugiati politici / asilo) è stato smarrito in Sicilia e il rimpallo tra le Questure blocca la richiesta di rinnovo ("senza documenti è come stare in prigione" dicono, aggiungendo “vogliamo rimanere qui, ma prima dobbiamo aggiustare il passaporto").

Un punto fermo per il loro presente e futuro è la scuola : "è importante per i bambini - dicono - e anche per noi, per imparare la lingua" così come l'aiuto di Caritas : "conosciamo delle famiglie - raccontano - persone di Caritas, di Saluzzo, sono sempre tutti molto gentili con noi".

L’integrazione, invece, passa attraverso la relazione con le persone e le opportunità di frequentare la comunità. Rama ha conosciuto, ad esempio, l’Associazione Penelope che l’ha coinvolta nelle sue attività, vista la sua passione per il telaio e il cucito.

La speranza, questa volta nostra, è che i loro Paesi d'origine possano finalmente conoscere la pace che hanno iscritto nel nome del loro ultimo figlio. E per loro, che si aprano nuove opportunità di inclusione attraverso il contatto con la comunità saluzzese, oltre a nuove prospettive di lavoro.

La nostra Caritas è sempre alla ricerca di volontari che vogliano sostenere percorsi di accoglienza come i "Corridoi Umanitari". Per chi volesse conoscere questa famiglia e aiutarli in qualche modo (nella ricerca di un impiego, con qualche ora di chiacchierate in italiano o semplicemente organizzando una gita insieme per scoprire il territorio) può scriverci a info@caritassaluzzo.it


Da profughi ad accolti (parte 1)

Il governo di Dio sulla terra, persona di buon cuore, uomo di grande forza, pace: hanno significati suggestivi i nomi della famiglia arrivata a Saluzzo tre anni fa grazie ai "Corridoi Umanitari". Padre, madre, due maschietti di 6 e un anno: nelle loro lingue natie (amarico in Etiopia e tigrino in Eritrea) l'espressione della speranza per una vita che qui prova a ripartire.

L’ARRIVO IN ITALIA

Sono ricchi di gratitudine i sorrisi di Rama e Mengstab, i due genitori, quando raccontano dell'accoglienza ricevuta grazie alla Caritas. L'Italia l'hanno conosciuta passando da Fiumicino alla Sicilia, qualche mese con Caritas Agrigento poi Saluzzo. Tappe di un approdo sicuro, creato dal progetto "Corridoi Umanitari", avviato nel 2015 dalla CEI e dalla Comunità di Sant'Egidio, prima dalla Giordania poi nel 2018 dall'Etiopia e dal Niger.

Un'iniziativa coordinata e proposta da Caritas Italiana alla quale la nostra Diocesi ha aderito per creare vie sicure e legali, permettendo a famiglie particolarmente vulnerabili conosciute da Caritas nei campi profughi, di raggiungere l'Europa per fare domanda di asilo, senza rischiare la morte e la tratta durante il viaggio.

Sul volo per Roma la famiglia, partita da un campo etiope nella regione del Tigray dove hanno vissuto insieme a profughi eritrei, sudanesi e somali, aveva occupato tre posti. Oggi c'è un nuovo arrivato che proprio a fine settembre, in coincidenza con la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (26 settembre), ha spento la sua prima candelina.

DA UNA VITA NORMALE AL CAMPO PROFUGHI

Rama, 34anni, originaria dell'Etiopia, vendeva mobili di seconda mano, in tasca un diploma come tecnico di laboratorio. Della sua terra natale racconta

con estrema minuzia il rito del caffè, che in quelle valli ha trovato la sua culla, e conserva con grande cura una brocca tradizionale per servirlo (tra le poche cose che, ammette, sono riusciti a portare nel viaggio verso l'Italia).

Mengstab, 49 anni, è nato in Eritrea e ad Addis Abeba faceva il giornalista in una testata dell'opposizione alla dittatura. Di qui le motivazioni della persecuzione, la fuga per tenere al sicuro i suoi cari e gli anni durissimi nel campo profughi dove è nato il primo figlio. Come tutti gli eritrei, infatti, ha dovuto sottostare alla leva militare obbligatoria che inizia a 16 anni e dura tutta la vita. Spostarsi autonomamente è impossibile: il passaporto e l’autorizzazione a lasciare il Paese devono essere concessi dal governo. Varcare il confine senza permesso è un reato che comporta minacce e persecuzioni per sé e la propria famiglia. Dopo la fuga in Etiopia, l’attività giornalistica lo porta a spendersi per la causa dei rifugiati politici eritrei contro il governo di Afeweki. Anche per questo motivo è stato scelto come beneficiario dei Corridoi Umanitari.

Entrambi descrivono l’Etiopia e l’Eritrea come Paesi molto simili, accomunati da culture e scambi, dove la popolazione si divide tra una moltitudine di etnie, in una convivenza pacifica, anche tra cattolici e musulmani (la loro religione).

Oggi l'Etiopia è un Paese martoriato dalla guerra scoppiata un anno fa quando a seguito di una tornata elettorale non autorizzata in cui aveva vinto il Fronte per la liberazione del Tigray, l’esercito etiope ha attaccato la regione con l’aiuto di quello eritreo e delle milizie di etnia ahmara. Un conflitto che ha reso disumana la vita nei campi profughi (l’UNHCR ha più volte denunciato l’assenza di forniture e servizi per mesi, la mancanza di accesso all’acqua potabile con il conseguente proliferare di malattie).

Inoltre l'apertura del confine con l’Etiopia ha consentito l’ingresso delle milizie eritree e della spie della dittatura (da quando ha conquistato l’indipendenza nel 1993, dopo oltre 30 anni di guerra, l’Eritrea è di fatto una dittatura totalitaria nelle mani dell’unico presidente Isaias Afwerki). Amnesty International ha denunciato la sparizione dai campi profughi di dissidenti politici fuggiti dal Paese (tra loro anche persone selezionate dalla Cei per i Corridoi Umanitari che infatti si sono bruscamente interrotti).

Continua ...

LEGGI L'ARTICOLO "OSTACOLI E SPERANZE - PARTE 2"


Torna la Giornata dei Migranti

“Verso un noi sempre più grande”: è questa la speranza racchiusa nel messaggio di Papa Francesco in occasione della 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 26 settembre.

In questa giornata, dedicata al desiderio di costruire un mondo più inclusivo, la Caritas Italiana presenterà i risultati del progetto progetto Apri (Accogliere, proteggere, promuovere e integrare), al quale aderisce anche la Caritas di Saluzzo che ha attivato una ventina di volontari tutor che per 6 mesi hanno seguito 11 beneficiari tra migranti stabilmente presenti nel territorio (tra i quali una mamma sola con una bambina).

Le parole del Direttore della Caritas di Saluzzo, prof. Carlo Rubiolo:

La Giornata del Migrante e del Rifugiato dovrebbe spingerci a riflettere più consapevolmente sul destino delle tante persone che ogni anno sono costrette a lasciare le loro terre e le loro famiglie per sfuggire alla guerra, alla carestia, alla miseria e alle calamità naturali.  Credo che ogni riflessione su questo tema debba partire da una considerazione tanto ovvia quanto abitualmente trascurata, cioè che se una sorte simile non è toccata a noi, è solo per caso e non per qualche nostro merito.  Dunque, quando a Saluzzo vediamo le centinaia di ragazzi africani che giungono qui  in cerca di lavoro,  proviamo almeno con il pensiero a metterci nei loro panni e a chiederci se non sarebbe più giusto un mondo dove gli uomini non gareggiano tra loro per accrescere il proprio benessere, ma collaborano per assicurare il benessere di tutti.

Si aggiunge la riflessione di Don Angelo Vincenti, Direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Saluzzo:

La  giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che celebreremo domenica 26 Settembre, vuole scuotere le nostre coscienze di fronte all’immane tragedia di milioni di persone che devono fuggire dai propri paesi, non solo perché spinti dalla fame e oppressi da regimi che calpestano tutti i loro diritti, ma sempre più frequentemente perché vittime di guerre e movimenti terroristici.

Certo siamo ancora sotto l’emozione delle scene spaventose provenienti dall’Afghanistan, ma forse ci siamo già assuefatti alle notizie che arrivano dal Medio Oriente e dal continente Africano: da capo Delgado in Mozambico, agli sfollati Etiopi in Sudan, dalle vittime di Boko Haram in Nigeria, a quelle di Al Shabaab in Somalia o dei gruppi affiliati all’ISIS o a Al-Qaida nel Sahel e nel Maghreb…

Nei primi sei mesi di quest’anno risultano 1.146 persone morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, ma senz’altro si tratta di un numero molto inferiore alla realtà.

Papa Francesco nel suo messaggio per questa 107ma Giornata mondiale ci ricorda che Dio ci vuole una unica famiglia, siamo tutti un NOI, Cristo é morto e risorto «perché tutti siano una sola cosa». Ma aggiunge: “Il tempo presente, però, ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. I nazionalismi chiusi e aggressivi e l’individualismo radicale sgretolano o dividono il noi, tanto nel mondo quanto all’interno della Chiesa. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali.

In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità.

Qui il messaggio di Papa Francesco in occasione di questa Giornata che la Chiesa celebra dal 1914 e che il Santo Padre quest'anno ha voluto intitolare "Verso un NOI sempre più grande".

Messaggio per la 107ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021 | Francesco (vatican.va)


Afghanistan e Haiti: come aiutare

In queste settimane tante persone stanno contattando la nostra Caritas per chiedere come portare aiuto e sollievo alle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti e ai rifugiati giunti in Italia dall’Afghanistan tornano in mano ai Talebani.

Nell’isola caraibica, colpita da un devastante terremoto il 14 agosto scorso che ha causato più di 2.500 vittime e oltre 12.000 feriti, Caritas Italiana segnala un altissimo rischio di epidemie come colera e Covid-19. La rete Caritas sta distribuendo kit alimentari e aiuti d’urgenza a 500 famiglie e rilancia l’appello alla solidarietà che la Caritas Diocesana di Saluzzo fa proprio. Al momento c’è bisogno urgente di cibo, ripari, di kit sanitari e soprattutto di interventi che garantiscano acqua e condizioni igieniche adeguate perchè la popolazione è fortemente esposta al contagio di malattie infettive.

In Afghanistan, invece, Caritas Italiana è impegnata fin dagli anni Novanta e nei primi anni Duemila ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili. Tra giugno 2004 e dicembre 2007, due operatori di Caritas Italiana si sono alternati nel Paese con l'obiettivo di coordinare e facilitare le attività in loco. Attualmente l’ambito di attenzione principale è costituito dai minori più vulnerabili.

Al momento, secondo stime di Caritas Italiana, sono tra 2.000 e 2.500 i collaboratori afghani del contingente italiano e i loro familiari che nelle scorse drammatiche settimane dovrebbero essere riusciti ad arrivare in Italia.

I profughi afghani arrivati nel nostro Paese tramite i ponti aerei, attualmente vengono inseriti nel sistema di accoglienza ministeriale cioè nei centri Sai (Sistema di accoglienza e integrazione, ex Sprar) di competenza dei Comuni (alcuni dei quali anche nella provincia di Cuneo) e nei centri Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) che fanno riferimento alle Prefetture, dopo un periodo di quarantena nei Covid Hotel.

Per queste persone si aprirà quindi l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiati politici ed un lungo percorso di integrazione (dall’apprendimento dell’italiano alla ricerca di un lavoro).

Carlo Rubiolo, Direttore della Caritas diocesana di Saluzzo, invita alla solidarietà:

La tragedia dell’Afghanistan e il disastroso terremoto ad Haiti sono situazioni drammatiche che ci toccano tutti nel profondo. Credo che anche questa volta, come in altre occasioni, la comunità saluzzese vorrà far sentire la sua vicinanza alla popolazione caraibica e ai rifugiati afghani che hanno raggiunto il nostro Paese. Caritas Italiana è presente in questi Paesi da molti anni attraverso le sue attività che invito a sostenere con una donazione diretta. Come Caritas diocesana proponiamo di seguire le indicazioni ricevute da Don Soddu, Presidente di Caritas Italiana,  e rivolgere tutti gli aiuti possibili verso i programmi e le azioni di aiuto già attivi in quei Paesi”

 È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana tramite:

 - conto corrente postale n. 347013

- donazione online sul sito  www.caritas.it

- bonifico bancario tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

(causale “Terremoto Haiti” oppure causale “Emergenza Afghanistan”)

 

Ricordiamo che tutte le donazioni a Caritas Italiana sono deducibili e detraibili per aziende e privati.

(foto di Caritas Italiana)


Inaugurata la nuova Cappella

Venerdì 30 luglio, all'alba del suo 53esimo compleanno, il nostro Vescovo ha celebrato la Messa per inaugurare la rinnovata Cappella al fondo del cortile della Caritas in corso Piemonte 63.

Alla celebrazione, riservata ad operatori e volontari (era presente anche il nostro Direttore Carlo Rubiolo), hanno partecipato una ventina di persone. Il Vescovo ha concelebrato insieme a Don Andrea Dellatorre della Comunità Cenacolo (che con i suoi volontari gestisce la Casa di Prima Accoglienza intitolata a Monsignor Bona) e Frate Andrea Nico Grossi, francescano della fraternità di San Bernardino.

La Messa è stata voluta da Monsignor Bodo per riaprire la piccola Cappella detta “del Pozzo” (per la presenza di un antico pozzo artesiano proprio sotto l’altare) ristrutturata grazie all’operosità dei volontari della Comunità Cenacolo. Nella sua omelia, il Vescovo ha ricordato che

"la carità é un segno indelebile della presenza di Dio nella nostra vita” ed ha ringraziato “le tante persone qui spinte a mettersi al servizio degli altri per gratuità e fede. Questo luogo, che normalmente viene chiamato "il Pozzo" perché l'acqua è vita, ci richiama l'incontro fra la donna e Gesù al Pozzo. Questo luogo può diventare luogo che sa cambiare la vita di tanti uomini e donne dando loro dignità, donando lungo il loro cammino il dono inestimabile della fede".

Il Vescovo si è augurato che la “Cappella del Pozzo”

"sia un luogo dove la carità scorre e sia segno per ricordarci che Dio è amore, che sia un luogo della riconciliazione, dell'amicizia, del silenzio: quel Pozzo che sa saziare la sete di Dio". Infine ha definito la Caritas di Saluzzo "la quarta perla della nostra Diocesi" perché "una Chiesa senza Caritas é perdente, morta, non ha futuro. La Caritas è segno concreto della presenza di Dio in noi e nella comunità anche se non è sempre facile umanamente. Non c'è Caritas senza preghiera vera, non c'è dialogo senza carità".

Al termine della celebrazione operatori e volontari hanno festeggiato il compleanno di Monsignor Bodo con canti e un piccolo buffet di dolci.

Il Direttore Carlo Rubiolo ha espresso da parte sua e di tutti gli operatori e i volontari un sincero augurio per il compleanno del Vescovo, ringraziandolo per la sua presenza e la sua costante attenzione all'attività svolta dalla Caritas.