Esperienze con il progetto Apri (3)

K. è stato intercettato dal Presdio Saluzzo Migrante nel 2018, quando dormiva nel dormitorio “PAS – Prima Accoglienza Stagionali” creato per il primo anno dal Comune di Saluzzo. Gli operatori lo hanno incontrato perché aveva iniziato a manifestare una serie di forti dolori e dopo diversi accertamenti medici, grazie all’Ambulatorio Medico Stagionali, gli è stata diagnosticata una tubercolosi ossea.

Per tutto il 2019 K. ha affrontato una lunga serie di esami medici nel reparto per le malattie infettive dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, iniziando una terapia portata avanti anche nel corso del 2020. Nonostante abbia trovato lavoro in agricoltura, la malattia gli impedisce di fare  lavori pesanti, tanto da prefigurare una procedura di richiesta per l’invalidità che gli permetterà di trovare un inserimento lavorativo più adatto alle sue condizioni di salute precarie.

Una buona notizia è che nel frattempo K. ha finalmente ottenuto il rilascio della sua carta d’identità e nei prossimi mesi potrà sostenere l’esame per la patente di guida.

Qui a Saluzzo è conosciuto come “il barbiere della comunità africana”, ma in Costa d’Avorio faceva il meccanico per motorini e auto, arrivando ad aprire un’officina di riparazioni tutta sua.

Enzo Paolo, pensionato e tutor di K., raccontale motivazioni che lo hanno spinto a diventare volontariato per il progetto “Apri” che oggi attraverso la Caritas di Saluzzo coinvolge 9 migranti residenti da tempo sul territorio:

È la prima volta che faccio volontariato: mi sono avvicinato perché mio figlio ha fatto 6 mesi di tirocinio con il Presidio Saluzzo Migrante e mia figlia ha deciso di vivere l’esperienza di coabitazione con altri giovani nel cohousing “Casetta”. Attraverso loro ho conosciuto la Caritas, le persone che aiuta e ho dato la mia disponibilità. “Apri” è una bella esperienza che mi ha aperto la strada ad una nuova vita dopo la pensione.

Incontrare K. è stata un’esperienza bella per aprire gli occhi: mi sono un po’ buttato nell’insegnamento dell’italiano, a seconda di quello di cui aveva bisogno. A volte abbiamo studiato e fatto i compiti di italiano assieme, altre volte dei giri in macchina per imparare i cartelli stradali che fino ad allora aveva studiato solo sul libro di teoria per la patente”.

Leggi l’esperienza di Marisa – Esperienze con il progetto Apri (1) – Caritas Saluzzo

Leggi l’esperienza di Giulia – Esperienze con il progetto Apri (2) – Caritas Saluzzo