Alleviare la sofferenza

Martedì 26 ottobre in piazza Battisti 1 a Saluzzo, nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino, la Caritas di Saluzzo ha inaugurato il suo nuovo Ambulatorio Odontoiatrico. Alla presenza del Vescovo Cristiano Bodo e del Vicario Don Giuseppe Dalmasso, del Sindaco Mauro Calderoni, del nuovo Comandante dei Carabinieri Basso e del Comandante della Stazione, oltre all’ex parroco di Sant’Agostino, Mons. Oreste Franco, operatori e volontari della Caritas, il Direttore Carlo Rubiolo ha ricordato il senso di questa nuova iniziativa

 

“Il mal di denti è un segno della diseguaglianza. Di fronte a questa, molte persone fanno finta di niente, pensano sia un elemento utile alla società, altri non la sopportano, ma aspettano che arrivi qualche aiuto a migliorare le cose, altri invece cercano di fare qualcosa di utile. Una di queste persone è il nostro amico, il dott. Sandro Dutto che da anni ci aiuta ad affrontare questo problema nel suo studio insieme al collega Serravalle. Quando è andato in pensione ha deciso di farci un regalo, donando alla nostra Caritas tutta l'attrezzatura e il materiale necessario per il funzionamento.

 

Rubiolo ha poi ringraziato l’Ingegner Fulchero “che ci ha aiutati ad arrivare in porto col suo amichevole contributo, importantissimo per dirimere tutte le pratiche necessarie ad aprire l'ambulatorioe le maestranze che hanno collaborato alla ristrutturazione dei locali e alla loro messa a norma (ad esempio con la creazione di una pedana per l’accesso ai disabili), oltre al dott. Ghigo (Presidente del Distretto santuario e della Commissione provinciale che sovrintende agli ambulatori).

 

Non è un ambulatorio-odontoiatrico "normale” - ha sottolineato Rubiolo - non vuole certo fare concorrenza ai privati, ma vuole togliere il dolore alle persone in sofferenza che arrivano al nostro Centro di Ascolto. Si interverrà sulle cause del dolore, ma per le visite specialistiche cercheremo di dare un supporto, fuori dallAmbulatorio”.

 

Il nuovo servizio della Caritas saluzzese sarà aperto per alcune mezze giornate a settimana. Si alterneranno come volontari dentisti i dottori Dutto, Serravalle e Valle di Verzuolo. I casi saranno individuati e inviati dal Centro di Ascolto e dall’Ambulatorio medico per i migranti in corso Piemonte 63 (convenzionato con l’ASL CN1).

 

Il Vescovo Bodo ha impartito la sua benedizione ai locali ed espresso la sua soddisfazione, lanciando un’ulteriore suggestione:

 

Plaudo a questa iniziativa e spero che si possa realizzare in questi locali anche un pomeriggio a settimana di visite gratuite, nelle ore in cui l'ambulatorio dentistico non è aperto, chiedendo a qualche specialista e a medici di base di dare la loro disponibilità per visite gratuite a persone in difficoltà, non solo economiche quanto di attesa, specie a livello ospedaliero. Chiedo ai dentisti che saranno qui volontari di ricordare il significato di questo Ambulatorio affinché sia un servizio ufficializzato e chiarito a quelli che operano in città e vicino. La vostra presenza è segno della partecipazione della nostra comunità a questo servizio della Caritas

 

Il Sindaco Calderoni ha commentato: “Questo servizio conferma l'efficacia della Caritas saluzzese e la sua attenzione a problematiche alle cui il sevizio pubblico non riesce a dare riposta. È una realtà che da tempo si inserisce bene negli interstizi prodotti dalle norme che non danno risposte efficaci”.  

 

Il dott. Sandro Dutto, che ha donato alla Caritas tutta l’attrezzatura dello studio dentistico dopo il suo pensionamento, ha ricordato l’impegno degli ultimi 4 anni come volontario insieme al dott. Serravalle. “All'inizio era di difficile gestire questo volontariato in uno studio privato, anche solo per gli orari di accesso che non sono compatibili col nostro lavoro. Una volta arrivato alla pensione ho visto che potevo fare di più e mi è venuta questa idea, anche per poter coinvolgere altri medici. 

La crisi economica e la povertà comportano che la gente non si possa più curare a livello privato. Qui faremo terapia del dolore, per evitare di debilitarsi completamente. Incontriamo persone con difficoltà non indifferenti. Molti di noi possono fare qualcosa per gli altri e se tutti lo facessero forse non ci sarebbero queste differenze sociali”.

 

Per i medici che volessero prestare volontariato in questo servizio è possibile contattare il Centro di Ascolto della Caritas saluzzese al numero di telefono 0175 42739 , all’indirizzo info@caritassaluzzo oppure recandosi nei locai di via Maghelona negli orari di apertura (lunedì e mercoledì ore 9-11, venerdì ore 16-18).


Ambulatorio odontoiatrico

Dopo due anni di pandemia, la salute e l’accesso alle cure sono al centro del pensiero della Caritas di Saluzzo che attraverso diverse progettualità, come l’équipe di psicologi Co-Healthing, ed il suo Ambulatorio medico per gli Stagionali, ha visto acuirsi la fragilità socio-sanitaria delle persone che accedono ai suoi servizi.

Tra le tante cause di sofferenza che spingono le persone più bisognose a rivolgersi al Centro di Ascolto della Caritas - spiega il Direttore Carlo Rubiolo - ci sono problemi odontoiatrici come il mal di denti. Dal momento che per il servizio sanitario nazionale questa non è una problematica di cui farsi carico con l'urgenza che sarebbe necessaria, abbiamo deciso di dare vita ad un nuovo servizio della nostra Caritas.

Residenti e migranti arrivano al nostro Centro d’Ascolto per chiedere aiuto, dopo aver sperato a lungo e inutilmente che il dolore cessi con l'aiuto di qualche compressa, l'unico rimedio che possono permettersi.

Già da anni il dottor Alessandro Dutto aveva messo generosamente a disposizione il suo studio per interventi finalizzati ad alleviare questo tipo di sofferenza, a fronte di un compenso puramente simbolico. Appena è andato in pensione ha deciso di offrire  l'attrezzatura completa del suo studio affinché la Caritas potesse allestire un vero e proprio ambulatorio dentistico.

Il nuovo servizio, alla presenza del Vescovo Bodo che impartirà la sua benedizione, sarà inaugurato martedì 26 ottobre alle ore 11 nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino in piazza Cesare Battisti 1.

Prosegue il Direttore Rubiolo:

“Ringrazio la Parrocchia che ha concesso i locali e l'ing. Silvano Fulchero che ha messo a disposizione le sue competenze professionali per questo progetto condiviso con il dottor Dutto che finalmente si è concretizzato, rispettando la complessa normativa sanitaria che regola questo tipo di attività

L'accesso all'Ambulatorio da parte delle persone che ne hanno bisogno avverrà su valutazione del Centro di Ascolto (aperto in via Maghelona 7 il lunedì e il mercoledì dalle ore 9 alle ore 11 e il venerdì dalle ore 16 alle ore 18) e dell'Ambulatorio medico dedicato ai braccianti stagionali (aperto in corso Piemonte 63 su appuntamento).


Ostacoli e speranze (parte 2)

Oggi la casa della famiglia di Rama e Mengstab è Saluzzo dove i primi nomi che hanno imparato sono Virginia, Alessandro, Gioele (gli operatori della nostra Caritas che li hanno portati qui tre anni fa), insieme a quelli dei volontari (Paola, Stefano, Graziella e Piero). In città da qualche mese li abbiamo aiutati a cambiare casa, per aggiungere una stanza per il nuovo nato. "Nostro figlio più grande - racconta Rama - chiama "nonna" Graziella" (un'ex insegnante che l'ha aiutata con l'italiano). Dopo tre anni il loro percorso verso l'integrazione è tutt'altro che privo di difficoltà.

LEGGI LA PARTE 1 "DA PROFUGHI AD ACCOLTI"

Il primo ostacolo è la lingua (lei ha ottenuto la licenza media ed entrambi hanno seguito i corsi al C.P.I.A.) poi la ricerca del lavoro (Rama ha frequentato un corso sulla somministrazione e uno sull’accoglienza in strutture ricettive, suo marito invece sta prendendo la patente e attraverso la Caritas ha trovato un tirocinio di 4 mesi presso una ditta di elettronica, ma è stato l'unico impiego di quest'anno, così due volte a settimana fa il volontario nell'Emporio della Solidarietà).

A questi si aggiungono i problemi con i documenti: il passaporto di lei (che sta rinnovando un permesso di ricongiungimento famigliare con il marito e i figli, tutti titolari dello status di rifugiati politici / asilo) è stato smarrito in Sicilia e il rimpallo tra le Questure blocca la richiesta di rinnovo ("senza documenti è come stare in prigione" dicono, aggiungendo “vogliamo rimanere qui, ma prima dobbiamo aggiustare il passaporto").

Un punto fermo per il loro presente e futuro è la scuola : "è importante per i bambini - dicono - e anche per noi, per imparare la lingua" così come l'aiuto di Caritas : "conosciamo delle famiglie - raccontano - persone di Caritas, di Saluzzo, sono sempre tutti molto gentili con noi".

L’integrazione, invece, passa attraverso la relazione con le persone e le opportunità di frequentare la comunità. Rama ha conosciuto, ad esempio, l’Associazione Penelope che l’ha coinvolta nelle sue attività, vista la sua passione per il telaio e il cucito.

La speranza, questa volta nostra, è che i loro Paesi d'origine possano finalmente conoscere la pace che hanno iscritto nel nome del loro ultimo figlio. E per loro, che si aprano nuove opportunità di inclusione attraverso il contatto con la comunità saluzzese, oltre a nuove prospettive di lavoro.

La nostra Caritas è sempre alla ricerca di volontari che vogliano sostenere percorsi di accoglienza come i "Corridoi Umanitari". Per chi volesse conoscere questa famiglia e aiutarli in qualche modo (nella ricerca di un impiego, con qualche ora di chiacchierate in italiano o semplicemente organizzando una gita insieme per scoprire il territorio) può scriverci a info@caritassaluzzo.it


Da profughi ad accolti (parte 1)

Il governo di Dio sulla terra, persona di buon cuore, uomo di grande forza, pace: hanno significati suggestivi i nomi della famiglia arrivata a Saluzzo tre anni fa grazie ai "Corridoi Umanitari". Padre, madre, due maschietti di 6 e un anno: nelle loro lingue natie (amarico in Etiopia e tigrino in Eritrea) l'espressione della speranza per una vita che qui prova a ripartire.

L’ARRIVO IN ITALIA

Sono ricchi di gratitudine i sorrisi di Rama e Mengstab, i due genitori, quando raccontano dell'accoglienza ricevuta grazie alla Caritas. L'Italia l'hanno conosciuta passando da Fiumicino alla Sicilia, qualche mese con Caritas Agrigento poi Saluzzo. Tappe di un approdo sicuro, creato dal progetto "Corridoi Umanitari", avviato nel 2015 dalla CEI e dalla Comunità di Sant'Egidio, prima dalla Giordania poi nel 2018 dall'Etiopia e dal Niger.

Un'iniziativa coordinata e proposta da Caritas Italiana alla quale la nostra Diocesi ha aderito per creare vie sicure e legali, permettendo a famiglie particolarmente vulnerabili conosciute da Caritas nei campi profughi, di raggiungere l'Europa per fare domanda di asilo, senza rischiare la morte e la tratta durante il viaggio.

Sul volo per Roma la famiglia, partita da un campo etiope nella regione del Tigray dove hanno vissuto insieme a profughi eritrei, sudanesi e somali, aveva occupato tre posti. Oggi c'è un nuovo arrivato che proprio a fine settembre, in coincidenza con la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (26 settembre), ha spento la sua prima candelina.

DA UNA VITA NORMALE AL CAMPO PROFUGHI

Rama, 34anni, originaria dell'Etiopia, vendeva mobili di seconda mano, in tasca un diploma come tecnico di laboratorio. Della sua terra natale racconta

con estrema minuzia il rito del caffè, che in quelle valli ha trovato la sua culla, e conserva con grande cura una brocca tradizionale per servirlo (tra le poche cose che, ammette, sono riusciti a portare nel viaggio verso l'Italia).

Mengstab, 49 anni, è nato in Eritrea e ad Addis Abeba faceva il giornalista in una testata dell'opposizione alla dittatura. Di qui le motivazioni della persecuzione, la fuga per tenere al sicuro i suoi cari e gli anni durissimi nel campo profughi dove è nato il primo figlio. Come tutti gli eritrei, infatti, ha dovuto sottostare alla leva militare obbligatoria che inizia a 16 anni e dura tutta la vita. Spostarsi autonomamente è impossibile: il passaporto e l’autorizzazione a lasciare il Paese devono essere concessi dal governo. Varcare il confine senza permesso è un reato che comporta minacce e persecuzioni per sé e la propria famiglia. Dopo la fuga in Etiopia, l’attività giornalistica lo porta a spendersi per la causa dei rifugiati politici eritrei contro il governo di Afeweki. Anche per questo motivo è stato scelto come beneficiario dei Corridoi Umanitari.

Entrambi descrivono l’Etiopia e l’Eritrea come Paesi molto simili, accomunati da culture e scambi, dove la popolazione si divide tra una moltitudine di etnie, in una convivenza pacifica, anche tra cattolici e musulmani (la loro religione).

Oggi l'Etiopia è un Paese martoriato dalla guerra scoppiata un anno fa quando a seguito di una tornata elettorale non autorizzata in cui aveva vinto il Fronte per la liberazione del Tigray, l’esercito etiope ha attaccato la regione con l’aiuto di quello eritreo e delle milizie di etnia ahmara. Un conflitto che ha reso disumana la vita nei campi profughi (l’UNHCR ha più volte denunciato l’assenza di forniture e servizi per mesi, la mancanza di accesso all’acqua potabile con il conseguente proliferare di malattie).

Inoltre l'apertura del confine con l’Etiopia ha consentito l’ingresso delle milizie eritree e della spie della dittatura (da quando ha conquistato l’indipendenza nel 1993, dopo oltre 30 anni di guerra, l’Eritrea è di fatto una dittatura totalitaria nelle mani dell’unico presidente Isaias Afwerki). Amnesty International ha denunciato la sparizione dai campi profughi di dissidenti politici fuggiti dal Paese (tra loro anche persone selezionate dalla Cei per i Corridoi Umanitari che infatti si sono bruscamente interrotti).

Continua ...

LEGGI L'ARTICOLO "OSTACOLI E SPERANZE - PARTE 2"


Torna la Giornata dei Migranti

“Verso un noi sempre più grande”: è questa la speranza racchiusa nel messaggio di Papa Francesco in occasione della 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 26 settembre.

In questa giornata, dedicata al desiderio di costruire un mondo più inclusivo, la Caritas Italiana presenterà i risultati del progetto progetto Apri (Accogliere, proteggere, promuovere e integrare), al quale aderisce anche la Caritas di Saluzzo che ha attivato una ventina di volontari tutor che per 6 mesi hanno seguito 11 beneficiari tra migranti stabilmente presenti nel territorio (tra i quali una mamma sola con una bambina).

Le parole del Direttore della Caritas di Saluzzo, prof. Carlo Rubiolo:

La Giornata del Migrante e del Rifugiato dovrebbe spingerci a riflettere più consapevolmente sul destino delle tante persone che ogni anno sono costrette a lasciare le loro terre e le loro famiglie per sfuggire alla guerra, alla carestia, alla miseria e alle calamità naturali.  Credo che ogni riflessione su questo tema debba partire da una considerazione tanto ovvia quanto abitualmente trascurata, cioè che se una sorte simile non è toccata a noi, è solo per caso e non per qualche nostro merito.  Dunque, quando a Saluzzo vediamo le centinaia di ragazzi africani che giungono qui  in cerca di lavoro,  proviamo almeno con il pensiero a metterci nei loro panni e a chiederci se non sarebbe più giusto un mondo dove gli uomini non gareggiano tra loro per accrescere il proprio benessere, ma collaborano per assicurare il benessere di tutti.

Si aggiunge la riflessione di Don Angelo Vincenti, Direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Saluzzo:

La  giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che celebreremo domenica 26 Settembre, vuole scuotere le nostre coscienze di fronte all’immane tragedia di milioni di persone che devono fuggire dai propri paesi, non solo perché spinti dalla fame e oppressi da regimi che calpestano tutti i loro diritti, ma sempre più frequentemente perché vittime di guerre e movimenti terroristici.

Certo siamo ancora sotto l’emozione delle scene spaventose provenienti dall’Afghanistan, ma forse ci siamo già assuefatti alle notizie che arrivano dal Medio Oriente e dal continente Africano: da capo Delgado in Mozambico, agli sfollati Etiopi in Sudan, dalle vittime di Boko Haram in Nigeria, a quelle di Al Shabaab in Somalia o dei gruppi affiliati all’ISIS o a Al-Qaida nel Sahel e nel Maghreb…

Nei primi sei mesi di quest’anno risultano 1.146 persone morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, ma senz’altro si tratta di un numero molto inferiore alla realtà.

Papa Francesco nel suo messaggio per questa 107ma Giornata mondiale ci ricorda che Dio ci vuole una unica famiglia, siamo tutti un NOI, Cristo é morto e risorto «perché tutti siano una sola cosa». Ma aggiunge: “Il tempo presente, però, ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. I nazionalismi chiusi e aggressivi e l’individualismo radicale sgretolano o dividono il noi, tanto nel mondo quanto all’interno della Chiesa. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali.

In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità.

Qui il messaggio di Papa Francesco in occasione di questa Giornata che la Chiesa celebra dal 1914 e che il Santo Padre quest'anno ha voluto intitolare "Verso un NOI sempre più grande".

Messaggio per la 107ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021 | Francesco (vatican.va)


Co-Healthing: salute globale

Tre psicologhe, un educatore e un medico: non è una barzelletta, ma una scommessa. Quella in cui ha creduto Caritas Italiana che con i fondi 2021 del suo 8x1000 ha deciso di sostenere il progetto "Co-Healthing".

Un'équipe multidisciplinare (attiva attraverso uno Sportello Integrato e uno Sportello Psicosociale) nata per supportare volontari e operatori dei servizi della Caritas di Saluzzo. Un gruppo di professionisti per ripondere al bisogno di cura dei beneficiari dei progetti e dei servizi, prendendo in considerazione la loro globalità (o "interezza psicosomatica") perché la salute non è solo assenza di malattia come spiegano le linee guida dell'OMS, ma benessere di tutte le componenti dell'individuo (mente e corpo).

Un progetto che applica al concetto di salute un approccio olistico, che guarda all'interezza della persona e vede impegnate figure diverse, ma complementari (le psicologhe Noemi Bertinotti, Miriam Morone, Chiara Sciascia, l'educatore Andrea Silvestro e il medico Mario Frusi), concepito grazie ad una mappatura dei bisogni ed al confronto con alcuni volontari specializzati di Caritas Saluzzo (la dottoressa Benedetta Aimone e lo psicologo Paolo Vanni).

Noemi Bertinotti (psicologa clinica con una formazione in psicotraumatologia), è la case manager che coordina il progetto avviato a maggio :

In questi primi mesi abbiamo affrontato una decina di casi, inviati da Saluzzo Migrante e dal Centro di Ascolto. Si tratta di uomini e donne, sia italiani sia stranieri residenti sul territorio, oltre ai braccianti stagionali. Abbiamo sia persone che manifestano una difficoltà psicosociale ed economica sia persone con problematiche legate all'instabilità e alla precarietà del lavoro stagionale. Il nostro lavoro è innanzitutto accogliere e lavorare sulle carenze portate, fortificare le risorse personali per impostare un percorso di rilancio. Nonostante le difficoltà economiche, si può lavorare comunque sulla propria capacità di stare in una relazione di aiuto, in rete con gli altri servizi che spesso li hanno già in carico. Impostiamo un percorso in cui sono partecipi e attivi nel costruire insieme un cammino di cura. Dopo l'aggancio, se la persona è motivata a lavorare con noi, nonostante qualche difficoltà sempre presente, si riescono comunque ad acquisire già dei piccoli successi.

Miriam Morone (psicoterapeuta ad orientamento sistemico relazionale ed una consolidata esperienza con i migranti) spiega:

Abbiamo incontrato persone con problemi di ricerca del lavoro, dell'abitazione, con una concomitanza di vulnerabilità psicologiche o psichiatriche. In alcuni casi anche problemi di dipendenze. In generale sono persone con situazioni multiproblematiche, ipercomplesse, spesso già in carico a diversi servizi, con una storia di interventi molteplici, più o meno utili perchè improntati più all'emergenza e prettamente sanitari, ad esempio per arginare delle crisi. Molti hanno questioni psicosomatiche: si presentano con problemi fisici, ma la causa è per lo più psicologica. Nonostante molte visite, anche da specialisti, magari non si riusciva a capire cosa avessero perché l'eziologia non era prettamente medico-organica per cui è stato necessario intervenire con un approccio psicosomatico e psicosociale. Tanti sono arrivati per dolori fisici (come mal di schiena, dolore alle gambe o fatica a respirare) che non permettevano loro di lavorare. Si innesca così un circolo vizioso per cui la ricerca di lavoro e casa viene condizionata dallo stato psicologico.

Il progetto "Co-Healthing", una novità per la Caritas di Saluzzo, vuole inoltre avere un impatto anche sulla collettività, mettendo in dialogo l'équipe multidisciplinare con gli altri "attori curanti" del territorio come Asl, Servizi Sociali, Comune... Il tutto prendendo in considerazione la realizzazione dell'individuo nei vari aspetti che compongono la sua salute. Perchè individui sani, fanno una comunità sana.

Andrea Silvestro, educatore con una pregressa esperienza nel mondo Caritas, aggiunge:

Il lavoro di équipe è preziosissimo. Essere una squadra formata da diverse professionalità ha richiesto un certo periodo di rodaggio. Abbiamo dovuto accordarci su un lessico comune, ad esempio, ma a livello progettuale ci siamo stupiti di quanto avessimo sensibilità simili, pur ognuno mantenendo la sua specificità nella professionalità e nell'approccio. Il valore aggiunto di un'équipe così formata è sicuramente quello di avere una visione "altra" e diminuisce il rischio di "perdersi dei pezzi". Se partiamo dall'idea di salute come qualcosa di globale nell'individuo, ha senso che ci siano più prospettive e persone che guardano la salute da punti di vista leggermente diversi. Ogni competenza si integra. A livello personale e personale, credo che il progetto "Co-Healthing" sia davvero una scommessa ambiziosa e spero che possa avere un respiro più lungo di questo anno per poterne far capire il valore.

Per informazioni: co.healthing@gmail.com


L'Emporio: spirito di gruppo e aiuto

C'è Mariuccia che non svela la sua età, ma conserva l'entusiasmo di una ragazzina quando racconta dei suoi viaggi in auto da Fossano. Due volte a settimana raggiunge Piazza Vineis dove con mascherina e guanti accoglie tante mamme in attesa di riempire le borse della spesa. C'è Giuseppe, 61enne da poco in pensione, che mette a disposizione la sua esperienza di magazziniere "perché mi piace rendermi utile e conoscere altre persone". I 25 volontari coordinati da Spirito Gallo sono il motore dell'Emporio della Solidarietà della Caritas che non si è fermato in tempo di pandemia, nemmeno durante i lockdown.

(((su Instagram @caritassaluzzo le testimonianze dei volontari dell'Emporio)))

Oltre ai neopensionati, ci sono anche 5 volontari "reclutati" tra le fila di chi deve svolgere lavori socialmente utili, grazie alla collaborazione con i Servizi Sociali. Un gruppo eterogeneo, ma affiatato e ben rodato, che ogni lunedì pomeriggio e venerdì mattina apre il portone alle spalle della statua di Silvio Pellico per aiutare famiglie e anziani in difficoltà.

I "CLIENTI" DELL'EMPORIO

In questi ultimi mesi siamo tornati ai livelli prima del Covid - spiega il referente Spirito Gallo - In media arrivano qui circa 45 famiglie per ogni giornata di apertura. La quantità di nuclei assistiti rimane sui 220, per un totale di circa 750 persone. Tra gli stranieri ci sono soprattutto famiglie marocchine, albanesi, romene, qualcuna sudamericana. Dopo il ritorno alla "quasi normalità" di questi mesi, continuiamo a vedere le stesse persone che già prima venivano all'Emporio. Con il Covid é aumentata un po' la percentuale degli italiani: spesso persone sole, anziani. Parecchi facevano lavori saltuari e li hanno persi. Tra gli stranieri  invece, ci sono sopratuttto famiglie numerose con un reddito insufficiente.

Dal cortile in acciottolato affacciato sul "salotto buono" di Saluzzo, le persone entrano alla spicciolata, ritirano un biglietto con un numero progressivo e attendono pazienti stringendo borse di plastica, carrelli. I bambini, sempre molto piccoli se non neonati, penzolano dal collo delle mamme e nel porticato risuona l'eco delle loro risa, pianti, grida, giochi improvvisati nell'attesa. Oltrepassato il selciato, nei locali dell'ex seminario San Nicola, i volontari accolgono le persone una ad una con occhi sorridenti: molti hanno storie conosciute, c'è un'atmosfera tranquilla e famigliare.

SOLIDARIETA' ALIMENTARE

I "clienti" (così come li chiama affettuosamente Spirito Gallo), arrivano dopo una valutazione della loro situazione fatta dai volontari del Centro d'Ascolto in via Maghelona. All'ingresso mostrano una tessera a punti: 1.000 per ritirare alimenti, prodotti per l'igiene e la casa. I più richiesti (che quindi valgono più punti) sono olio di oliva e di semi, uova, caffè, prodotti in scatola (tonno, pelati, legumi...), ma anche detersivo per il bucato e i piatti, candeggina.

A ritirare vengono per lo più donne straniere - spiega Spirito Gallo - mentre tra gli italiani sono uomini, soprattutto anziani soli. Tutti di Saluzzo. Per le altre Parrocchie ci sono le altre Caritas. L'Emporio si approvvigiona dal Banco Alimentare, qualche donazione e acquisti diretti grazie ai fondi della Diocesi. Spendiamo sopratutto per le uova (che non sono previste dal Banco Alimentare), detersivi, carta igienica ... e quando finiscono, integriamo noi l'olio d'oliva, il caffè e lo zucchero per non farli mancare. Qualcosa lo donano i privati, ma pochi. Abbiamo un signore che viene periodicamente con l'auto piena di prodotti vari. C'è un'azienda locale che fornisce mele, pere, kiwi quando possibile. Altre due che ci danno tantissime sottoliette, formaggini, ricotta. Un paio di supermercati donano prodotti con le confezioni danneggiate, frutta e verdura già un po' matura. Abbiamo un panettiere che ci regala l'invenduto.  Ci sono poi piccole offerte in denaro che vengono fatte direttamente qui o alla Caritas con un bonifico.

Chiunque voglia aiutare l'Emporio può farlo consegnando i prodotti donati il lunedì (dalle 15:30 alle 18) e il venerdì (dalle 9 alle 12:30) durante l'apertura in Piazza Vineis. Oppure fare una donazione in denaro all'Associazione AVASS che coordina i volontari dei servizi Caritas.

AVASS ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
IBAN: IT48C0306946771100000063717
UBI Banca – Sede di Saluzzo

Per informazioni: info@caritassaluzzo.it


Afghanistan e Haiti: come aiutare

In queste settimane tante persone stanno contattando la nostra Caritas per chiedere come portare aiuto e sollievo alle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti e ai rifugiati giunti in Italia dall’Afghanistan tornano in mano ai Talebani.

Nell’isola caraibica, colpita da un devastante terremoto il 14 agosto scorso che ha causato più di 2.500 vittime e oltre 12.000 feriti, Caritas Italiana segnala un altissimo rischio di epidemie come colera e Covid-19. La rete Caritas sta distribuendo kit alimentari e aiuti d’urgenza a 500 famiglie e rilancia l’appello alla solidarietà che la Caritas Diocesana di Saluzzo fa proprio. Al momento c’è bisogno urgente di cibo, ripari, di kit sanitari e soprattutto di interventi che garantiscano acqua e condizioni igieniche adeguate perchè la popolazione è fortemente esposta al contagio di malattie infettive.

In Afghanistan, invece, Caritas Italiana è impegnata fin dagli anni Novanta e nei primi anni Duemila ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili. Tra giugno 2004 e dicembre 2007, due operatori di Caritas Italiana si sono alternati nel Paese con l'obiettivo di coordinare e facilitare le attività in loco. Attualmente l’ambito di attenzione principale è costituito dai minori più vulnerabili.

Al momento, secondo stime di Caritas Italiana, sono tra 2.000 e 2.500 i collaboratori afghani del contingente italiano e i loro familiari che nelle scorse drammatiche settimane dovrebbero essere riusciti ad arrivare in Italia.

I profughi afghani arrivati nel nostro Paese tramite i ponti aerei, attualmente vengono inseriti nel sistema di accoglienza ministeriale cioè nei centri Sai (Sistema di accoglienza e integrazione, ex Sprar) di competenza dei Comuni (alcuni dei quali anche nella provincia di Cuneo) e nei centri Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) che fanno riferimento alle Prefetture, dopo un periodo di quarantena nei Covid Hotel.

Per queste persone si aprirà quindi l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiati politici ed un lungo percorso di integrazione (dall’apprendimento dell’italiano alla ricerca di un lavoro).

Carlo Rubiolo, Direttore della Caritas diocesana di Saluzzo, invita alla solidarietà:

La tragedia dell’Afghanistan e il disastroso terremoto ad Haiti sono situazioni drammatiche che ci toccano tutti nel profondo. Credo che anche questa volta, come in altre occasioni, la comunità saluzzese vorrà far sentire la sua vicinanza alla popolazione caraibica e ai rifugiati afghani che hanno raggiunto il nostro Paese. Caritas Italiana è presente in questi Paesi da molti anni attraverso le sue attività che invito a sostenere con una donazione diretta. Come Caritas diocesana proponiamo di seguire le indicazioni ricevute da Don Soddu, Presidente di Caritas Italiana,  e rivolgere tutti gli aiuti possibili verso i programmi e le azioni di aiuto già attivi in quei Paesi”

 È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana tramite:

 - conto corrente postale n. 347013

- donazione online sul sito  www.caritas.it

- bonifico bancario tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

(causale “Terremoto Haiti” oppure causale “Emergenza Afghanistan”)

 

Ricordiamo che tutte le donazioni a Caritas Italiana sono deducibili e detraibili per aziende e privati.

(foto di Caritas Italiana)


Inaugurata la nuova Cappella

Venerdì 30 luglio, all'alba del suo 53esimo compleanno, il nostro Vescovo ha celebrato la Messa per inaugurare la rinnovata Cappella al fondo del cortile della Caritas in corso Piemonte 63.

Alla celebrazione, riservata ad operatori e volontari (era presente anche il nostro Direttore Carlo Rubiolo), hanno partecipato una ventina di persone. Il Vescovo ha concelebrato insieme a Don Andrea Dellatorre della Comunità Cenacolo (che con i suoi volontari gestisce la Casa di Prima Accoglienza intitolata a Monsignor Bona) e Frate Andrea Nico Grossi, francescano della fraternità di San Bernardino.

La Messa è stata voluta da Monsignor Bodo per riaprire la piccola Cappella detta “del Pozzo” (per la presenza di un antico pozzo artesiano proprio sotto l’altare) ristrutturata grazie all’operosità dei volontari della Comunità Cenacolo. Nella sua omelia, il Vescovo ha ricordato che

"la carità é un segno indelebile della presenza di Dio nella nostra vita” ed ha ringraziato “le tante persone qui spinte a mettersi al servizio degli altri per gratuità e fede. Questo luogo, che normalmente viene chiamato "il Pozzo" perché l'acqua è vita, ci richiama l'incontro fra la donna e Gesù al Pozzo. Questo luogo può diventare luogo che sa cambiare la vita di tanti uomini e donne dando loro dignità, donando lungo il loro cammino il dono inestimabile della fede".

Il Vescovo si è augurato che la “Cappella del Pozzo”

"sia un luogo dove la carità scorre e sia segno per ricordarci che Dio è amore, che sia un luogo della riconciliazione, dell'amicizia, del silenzio: quel Pozzo che sa saziare la sete di Dio". Infine ha definito la Caritas di Saluzzo "la quarta perla della nostra Diocesi" perché "una Chiesa senza Caritas é perdente, morta, non ha futuro. La Caritas è segno concreto della presenza di Dio in noi e nella comunità anche se non è sempre facile umanamente. Non c'è Caritas senza preghiera vera, non c'è dialogo senza carità".

Al termine della celebrazione operatori e volontari hanno festeggiato il compleanno di Monsignor Bodo con canti e un piccolo buffet di dolci.

Il Direttore Carlo Rubiolo ha espresso da parte sua e di tutti gli operatori e i volontari un sincero augurio per il compleanno del Vescovo, ringraziandolo per la sua presenza e la sua costante attenzione all'attività svolta dalla Caritas.


Chiusure estive dei servizi Caritas

Anche i nostri volontari si prendono una meritata pausa estiva:

da lunedì 16 a venerdì 27 agosto sarà chiuso l'Emporio della Solidarietà in piazza Vineis a Saluzzo

riaprirà lunedì 30 agosto

un ringraziamento al referente Spirito Gallo e a tutti i volontari e le volontarie che hanno garantito le due aperture settimanali anche in questi primi mesi del 2021

chiude per un paio di settimane anche la boutique solidale "Ri-Vestiti" in via Volta 8

dal 1 al 15 agosto il nostro negozio di "second hand" si prende una vacanza

un ringraziamento alla referente Susanna Eandi e a tutte le volontarie che hanno continuato con un sorriso ad accogliere le persone che con le loro donazioni sostengono le borse lavoro erogate dal Centro di Ascolto